L’ORATORIO DELLA B.V. DI LORETO   - DI PIAZZETTA ALBERGATI -
di Giampaolo Arienti

     L’oratorio venne eretto alla fine del XVI secolo dall’antica famiglia dei Capacelli, ricordata dal Dolfi fra le famiglie nobili. Nel 1602 Ippolita Capacelli, dopo la morte dell’unico erede maschio della famiglia, divenne erede universale del patrimonio di famiglia. L’anno successivo, appena diciassettenne, sposò il conte Silvio della nobile famiglia senatoria degli Albergati. Da questa unione ha inizio il ramo di casato che porta il doppio nome Albergati-Capacelli.
Nell’oratorio eretto sotto il titolo della Madonna di Loreto, gli Albergati posero in venerazione l’immagine del Beato Nicolò della loro famiglia. Questo culto fu riconosciuto dagli arcivescovi bolognesi e Benedetto XIV (il cardinale Lambertini) lo confermò ed approvò ove fosse praticato. Negli atti delle visite pastorali del 31 luglio 1726, dell’agosto 1731 (visita del card. Lambertini) e del 14 luglio 1777 si dice espressamente che fu visitato l’oratorio della Madonna di Loreto.
        Dagli Albergati l’oratorio passò in proprietà della famiglia Guarini alla quale succedettero l’Istituto del Cottolengo di Torino e la famiglia Balducelli. Quest’ultima cedette infine i suoi diritti al Cottolengo che in occasione della visita pastorale del card. Giorgio Gusmini avvenuta il 19 settembre 1919, provvide a restaurarlo e a restituirlo al culto.
        Nella chiesetta è conservata una via crucis che fu benedetta dal superiore del convento di S. Leonardo dell’Incontro presso Firenze, proprio in occasione della visita pastorale. Nell’archivio parrocchiale è conservata la seguente dichiarazione:

Io infrascritto Fr. Graziano Pieri
Guardiano del convento di San Leonardo
dell’incontro presso Firenze
in occasione d’aver compiuta una Sacra Missione nella parrocchia de’ SS. Michele e Nazario di Gaggiomontano dal giorno 6 al 21 di questo presente mese di settembre dell’anno millenovecentodiciannove (1919) a preghiera del locale arciprete rev. Don Emanuele Meotti e per facoltà e d’ordine dell’E.mo e R.mo sig. Cardinale Giorgio Gusmini che trovavasi qui in persona nel giorno diciannove corrente in s. visita pastorale, oggi ventidue (22) settembre 1919 ho eretto, secondo la forma prescritta dal nostro rito francescano approvato, la santa Via Crucis nell’oratorio posto nel paese di Gaggio nella via detta del Ponte, presso le case già Capacelli-Albergati, dedicato alla B.V. di Loreto, di proprietà dell’Istituto della Piccola Casa del Cottolengo di Torino. Datum in canonicali domo. Gaggio Montano –omnibus servatis-.

        Nello stesso fascicolo d’archivio è conservato anche questo appunto di pugno del parroco don Oreste Marchi, successore di Mons. Meotti: “alla morte dell’arciprete mons. Carlo Emanuele Meotti (25 aprile 1929) nel fabbricato detto Ospedale (ovvero ex ricovero, palazzo che ospita attualmente la scuola materna) era già officiato un oratorio dedicato a San Giuseppe Cottolengo (attuale cappella delle suore); in detto nuovo oratorio trovai il quadro del B. Nicolò Albergati, già in venerazione nell’oratorio della B.V. di Loreto, forse per sottrarlo all’umidità. Aperto l’ospedale-ricovero Meotti nel 1933, serviva per le funzioni di culto l’oratorio S. Giuseppe Cottolengo, mentre quella della B.V. di Loreto fu usato anche come camera mortuaria. Gaggio Montano, li 20 luglio 1933.




1 P.S. DOLFI, Cronologia delle famiglie nobili di Bologna, Bologna 1670
2 A.P.G.M., Faldone F.F., fascicolo oratori.